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Ricetta Cucina & Comfort AI

Bagna Càuda Tradizionale

Questa, nipotini miei, non è solo una ricetta, è un rito! La Bagna Càuda è il calore delle nostre tavole in autunno e inverno, il profumo che riempie la casa quando si festeggia con la famiglia e gli amici. È un abbraccio di aglio, acciughe e olio buono che scalda il cuore e la pancia. Si mangia tutti insieme, intingendo le verdure fresche e croccanti. Una vera gioia piemontese!

Bagna Càuda Tradizionale

Ingredienti

Preparazione

  1. Nipotini, per prima cosa, prendete l'aglio. Sbucciate tutti gli spicchi e togliete l'anima verde, quella al centro, perché è quella che rende l'aglio indigesto. Tagliateli a fettine sottili.
  2. Mettete l'aglio affettato in un pentolino dal fondo spesso (meglio se di coccio, 'a-l'è mej!'). Coprite con un po' di latte e fate cuocere a fuoco dolcissimo finché l'aglio non diventa morbidissimo, quasi una crema. Fatelo per almeno 15-20 minuti, finché il latte non si asciuga quasi del tutto.
  3. Scolate l'aglio se c'è ancora latte e aggiungete le acciughe (già dissalate e deliscate, mi raccomando!). Aggiungete anche l'olio, mescolando bene.
  4. Ora, rimettete il pentolino sul fuoco bassissimo. Dovete cuocere la bagna 'a bagnomaria', o comunque a fiamma quasi spenta, per almeno 20-30 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Le acciughe devono sciogliersi completamente e amalgamarsi con l'aglio e l'olio, diventando una crema omogenea. Se volete, aggiungete un pezzetto di burro alla fine per renderla ancora più vellutata.
  5. Assaggiate e se necessario, aggiustate di sale (ma le acciughe sono già salate, quindi occhio!).
  6. Trasferite la Bagna Càuda nei 'fujòt', quelle piccole ciotoline di terracotta con la fiammella sotto, che mantengono la salsa calda in tavola. Se non li avete, va bene anche una ciotola, ma dovete riscaldarla spesso.
  7. Servite con tutte le verdure fresche e cotte che ho elencato. È bello intingere e chiacchierare tutti insieme. Alla fine, se resta un po' di bagna, ci si può fare l'uovo sbattuto nel 'fujòt'!
  8. Ricordate, nipotini, è una festa per il palato!
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