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Ricetta Cucina & Comfort AI

Arancine con ragù e piselli

Nipoti miei, quando sentite il profumo delle Arancine appena fritte, sapete che è festa! Queste piccole meraviglie dorate sono il cuore della nostra cucina di strada, un abbraccio caldo che vi riempie di gioia. La mia mamma le faceva sempre per Santa Lucia, e da allora, ogni volta che ne preparo una, è come se lei fosse qui con me.

Arancine con ragù e piselli

Ingredienti

Preparazione

  1. Preparate il riso: in una pentola, tostate il riso con una noce di burro. Aggiungete brodo bollente poco alla volta, come per un risotto, finché non sarà al dente. Sciogliete lo zafferano in un po' di brodo e unitelo al riso. A fine cottura, mantecate con burro e Parmigiano. Stendete il riso su un vassoio e lasciatelo raffreddare completamente (anche in frigo per un'ora, è il segreto della nonna per Arancine perfette!).
  2. Per il ragù: tritate finemente la cipolla e fatela soffriggere in olio. Aggiungete la carne macinata e fatela rosolare bene. Unite la passata di pomodoro, sale e pepe e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti. Verso la fine, aggiungete i piselli e fate cuocere per altri 10 minuti, finché il sugo non si sarà ristretto.
  3. Componete le Arancine: prendete una manciata di riso freddo nel palmo della mano, appiattitela leggermente. Mettete al centro un cucchiaino di ragù e un cubetto di caciocavallo (o mozzarella). Chiudete bene il riso formando una palla (o una punta, se preferite la forma 'a punta' tipica del catanese) e compattatela. Ricordatevi di premere bene, così non si apriranno in cottura.
  4. Preparate la panatura: passate ogni Arancina prima nella farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato, assicurandovi che sia ben coperta.
  5. Friggete: in una pentola dai bordi alti, scaldate abbondante olio di semi. Quando l'olio sarà ben caldo (circa 170°C), friggete le Arancine poche alla volta, girandole, finché non saranno dorate e croccanti su tutti i lati. Scolatele su carta assorbente e servitele calde, ma attenti a non scottarvi la lingua, 'u truovulu (il morso) è pericoloso!
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